Il dono della vulnerabilità

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I giorni in cui sei vulnerabile servono a capire chi merita davvero di starti vicino.

Sin da ragazzina non ho mai prestato troppa attenzione al mio essere vulnerabile.

Sono stata vulnerabile quando mi sono trovata in una situazione in cui, non sentendomi all’altezza, ho mostrato agli altri una me “costruita”, anestetizzando la mia vulnerabilità.

Ho capito di essere vulnerabile quando mi sono allontanata da persone che mi facevano sentire a metà.

Ho riscoperto la mia vulnerabilità quando ho preso le distanze da chi, per molto tempo, mi ha ostacolato nelle mie scelte. Lì ho capito di essere fragile. Di non essere perfetta. E di poter essere ferita. Solo più tardi ho capito che da quelle ferite aperte poteva uscire la luce. È stato così che ho iniziato ad esplorare il dono della vulnerabilità.

Cosa vuol dire essere vulnerabili?

Vuol dire che possiamo essere feriti, che non siamo infallibili, che non possiamo controllare tutto. In particolare, per me vuol dire concedersi la possibilità di sbagliare e quella di migliorarsi. Essere gentili con sé stessi e con gli altri, astenendosi dal giudicare. Osservare le proprie debolezza, le ferite appunto, e restarci. Sì, proprio così, stare nel dolore, senza dover per forza agire.

Il dono della vulnerabilità…

La Mindfulness è uno strumento che aiuta ad esplorare, riconoscere ed accettare il nostro mondo interiore.

Personalmente, attraverso la pratica ho capito che l’essere vulnerabile mi permette di cadere, fare errori o perdere la rotta ogni tanto ma mi dà la forza di rialzarmi con coraggio, trattandomi con gentilezza e fiducia, riposta sia in me che nelle mie scelte.

Quindi, quello che la pratica ci offre è la comprensione profonda che ciò che cerchiamo di nascondere è già esposto e desideroso di essere guardato con compassione e coraggio

… Sperimentalo anche tu

Voglio concludere questo articolo spronandoti a vivere la vulnerabilità come un dono, trattandola con gentilezza. Sii grata per le cadute e per la forza che riponi nel rialzarti in piedi, per accettare la tua vulnerabilità e a trattarla come un dono.  

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