Siamo di più di ciò che mangiamo

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Non siamo “solo” ciò che mangiamo, siamo molto di più!

Oggi si sente molto frequentemente parlare di alimentazione. Spesso, ne ho parlato anche io promuovendo un approccio alimentare sano e sostenibile, sia per noi che per l’ambiente. Frequentemente si asserisce che “Siamo ciò che mangiamo”cit. ed una sana alimentazione è fondamentale per vivere sani e a lungo. Ho scritto questo articolo per spiegarti perché, secondo me, non siamo solo quello che mangiamo.

Quante volte hai pensato o sentito dire “siamo quello che mangiamo”?

È un’affermazione, parzialmente corretta, molto comune creata per indicare che i nutrienti contenuti negli alimenti svolgono funzioni ben precise all’interno del nostro organismo.

Ma, no!, noi NON siamo soltanto ciò che mangiamo!

Sono giunta a questa consapevolezza guidando i miei riceventi in un percorso di consapevolezza alimentare ed ascoltando i segnali del mio corpo che cambia a seconda della modalità del pasto.

Infatti, nella vita di tutti i giorni ognuno di noi interagisce con l’ambiente che lo circonda: si relaziona con gli altri, con sé stesso, prende decisioni, sbaglia, si arrabbia, aumenta la propria consapevolezza, si riposa, si ammala, fa scelte… Continuamente!

Come può, una persona, essere soltanto ciò che mangia?

Una pizza mangiata a cena con la compagnia di amici ha lo stesso senso di riempimento e di soddisfazione di una mangiata in solitaria dopo una delusione amorosa? Come mai se ricevo una brutta notizia mentre mangio è più facile che il pasto mi resti sullo stomaco e non lo digerisco?

A proposito di ciò non è difficile comprendere che siamo molto più di ciò che mangiamo!

In effetti, ogni alimento che quotidianamente mangiamo ha sì un valore nutrizionale ma anche uno emozionale. Questo è importante tenerlo in considerazione, ad esempio, quando vi è un alimento mal tollerato o durante una dieta rigida in cui si ha difficoltà a perdere peso.

Inoltre, nel riscontrare la qualità di un pasto è bene osservare come il momento del pasto viene vissuto.

Ad esempio, se durante la pausa pranzo a lavoro ingurgito, senza nemmeno sentirne il reale sapore, un panino davanti al computer può essere che io abbia più difficoltà nella digestione rispetto ad un pasto condiviso con la famiglia vissuto con gioia.

In conclusione…

Credo che non si possa considerare una persona soltanto per quello che mangia.
Infatti, secondo un approccio olistico tipico del naturopata è indispensabile osservare la qualità e l’intensità dei momenti che la persona vive durante il pasto.

Ora tocca a te: inizia già da ora ad osservare come vivi i tuoi pasti e condividi su Instagram i suoi momenti culinari utilizzando l’#insintoniaconlatuaenergia.

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